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La triade dell’atleta – Relative Energy Deficiency in Sport

posted by Luca Paolini gennaio 7, 2017 0 comments

Ci sono forti e consistenti evidenze che i disturbi del comportamento alimentare sono prevalenti tra gli atleti e soprattutto negli sport sensibili al peso come quelli di endurance, in quelli per categorie di peso e in quelli con una forte componente estetica.

L’atleta donna di endurance deve essere a conoscenza della triade dell’atleta, una sindrome medica caratterizzata da un disturbo del comportamento alimentare, amenorrea e osteoporosi.

In realtà, ogni donna fisicamente attiva, denutrita e sovrallenata è a rischio di sviluppare le complicazioni associate alla triade dell’atleta.

La sindrome ha inizio quando l’intake calorico è insufficiente per soddisfare i relativi bisogni energetici.

In risposta al carente apporto energetico l’organismo cerca di risparmiare energia spegnendo, tramite l’asse ipotalamo-ipofisi-ovarico, il sistema riproduttivo.

Alla sempre minore produzione di estrogeni da parte delle ovaie le mestruazioni perdono regolarità per poi cessare completamente, una condizione riferita all’amenorrea (perdita di 3 o più cicli consecutivi o mancanza del menarca prima dei 16 anni di età).

I bassi livelli di estrogeni mimano una situazione tipica della menopausa, la normale densità ossea tende a diminuire aumentando il rischio di fratture da stress o il precoce esordio dell’osteoporosi.

Nella donna questa sindrome ha conseguenze a breve ed a lungo termine sulla salute e sulla prestazione atletica. Tra le conseguenze più immediate troviamo: disidratazione, fatica, perdita di concentrazione e motivazione, depressione, squilibri elettrolitici, umore altalenante, insonnia e scadenti prestazioni fisiche.

In base al grado e al prolungarsi di un insufficiente introito energetico si possono avere ritardi sul corretto sviluppo fisico, si possono sviluppare forme di anemia a causa di carenze di nutrienti come il ferro, si possono verificare perdite di massa magra, infortuni, fratture e difficoltà nel concepimento.

 

 

Esistono dei “campanelli di allarme” che possono indicare il rischio di sviluppare la triade dell’atleta:

·         disfunzioni o disturbi del comportamento alimentare: salto dei pasti, diete restrittive, esclusione dei grassi, assunzione di stimolanti della sazietà, induzione del vomito ed uso di lassativi;

·         sbilanciati stili di vita vegetariani;

·         eccessivo e compulsivo esercizio fisico, a volte svolto anche in segreto;

·         alta autocritica e bassa autostima, rifiuto della propria immagine corporea;

·         squilibri emotivi e stress psicologici;

·         amenorrea;

·         ricorrenti fratture da stress.

Correzioni alimentari, modifiche dello stile di vita e delle abitudini di allenamento, terapie farmacologiche e psicologiche devono essere ben valutate per affrontare al meglio il problema e portare ad una concreta risoluzione.

Per il trattamento della triade dell’atleta è sempre raccomandato un approccio multidisciplinare: medico, psicologo e nutrizionista sono le figure preparate ad affrontare correttamente tale sindrome.

Per un’azione più incisiva e precoce è di fondamentale importanza la prevenzione. Informare e formare le atlete, le famiglie e gli allenatori è la strategia principale per evitare di compiere errori e per avere la giusta consapevolezza di se stesse e delle proprie capacità.

Ricordiamoci che è sempre la salute il traguardo più importante da raggiungere ed uno dei tasselli decisivi per le vittorie sportive.

 

RELATIVE ENERGY DEFICIENCY IN SPORT (RED-S):

Nel 2005 il Comitato Olimpico Internazionale ha aggiornato la sua posizione rispetto alla triade dell’atleta.

Le prove scientifiche e l’esperienza clinica indicano che il fattore eziologico alla base della  triade è una carenza energetica rispetto all’equilibrio tra apporto energetico alimentare e il dispendio energetico necessario per supportare l’omeostasi, la salute e le attività della vita quotidiana, lo sviluppo fisico e le attività sportive.

È anche evidente che il fenomeno clinico non è soltanto una triade tra la disponibilità energetica,  la funzione mestruale e la salute delle ossa, ma piuttosto una sindrome derivante da un deficit energetico che colpisce molti aspetti delle funzioni fisiologiche, tra cui: il tasso metabolico, la funzione mestruale, la salute delle ossa, l’immunità, la sintesi proteica, la salute cardiovascolare e psicologica. Inoltre, è evidente che la carenza energetica colpisce anche gli uomini.

Pertanto una nuova terminologia era necessaria per descrivere più accuratamente la sindrome clinica originariamente conosciuta come la triade dell’atleta femminile. Sulla base delle sue competenze interdisciplinari, il Comitato Olimpico Internazionale ha introdotto un termine più ampio e più completo per descrivere tale sindrome: Relative Energy Deficiency In Sport (Red-S).

 

 

 

 

 

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