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Probiotici e Functional Foods: quanta vita c’è in quello che mangi?

posted by Annalisa Taccari novembre 17, 2013 0 comments

Lo scorso 15 Novembre a Civitanova Marche (MC) è stato inaugurato il primo “caffè probiotico” italiano: SynbioFood Café . Si tratta di una nuova concezione di fast food con la missione di benessere attraverso la promozione del mangiar sano e dell’educazione alimentare. Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo scientifico fornito dalla Synbiotec, spin-off dell’Università di Camerino e dalla Società La Selezione di EO e le due Sorelle, specializzata nella selezione di prodotti del Made in Italy nel settore food & beverage. Il locale offre una vasta gamma di alimenti funzionali ad alto contenuto di probiotici che sono stati identificati, caratterizzati e brevettati da Synbiotec: il Lactobacillus rhamnosus IMC 501® e il Lactobacillus paracasei IMC 502®. Questi possono essere aggiunti in diverse linee di prodotti bio, come alimenti a base di latte e yogurt, prodotti a base di cioccolato e frutta, spremute, centrifugati, confetture e panini. L’obiettivo è la promozione e la divulgazione del format attraverso una rete internazionale di franchising che prevede l’apertura di numerosi punti vendita nei prossimi 3 anni.

sai quello che mangi

Che cosa sono i probiotici e come possono migliorare la nostra salute? Secondo la definizione del ricercatore inglese Fuller del 1989, un probiotico (dal greco “pro-bios”, a favore della vita) è un microrganismo vivente che esercita un effetto positivo sulla salute dell’ospite con il risultato di rafforzare l’ecosistema intestinale. Evidenze scientifiche sosterebbero i benefici di questi microrganismi non solo a livello locale, ma anche sistemico. La definizione ufficiale della Fao e dell’OMS li definisce infatti “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”.

probiotics

La caratteristiche che devono rispettare sono le seguenti: raggiungere il tratto gastrointestinale, resistere agli acidi gastrici e ai sali biliari, essere attivi e vitali in quantità tale da persistere, moltiplicarsi ed indurre una risposta immunitaria enterica, senza modificare l’omeostasi intestinale. Inoltre si sottolinea l’esigenza di garantire al consumatore i criteri di sicurezza emanati dall’ EFSA, che ha introdotto il concetto di qualified presumption of safety (QPS), sistema basato sull’identificazione tassonomica e possibili applicazioni del microrganismo candidato. Ad esempio un importante criterio da rispettare è che i ceppi non devono essere portatori di antibiotico-resistenze. I batteri più utilizzati nei preparati probiotici appartengono ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus. La loro assunzione può avvenire attraverso integratori/prodotti farmaceutici (capsule, polveri, bevande) o con l’ingestione di alimenti funzionali (functional foods) attraverso alcune matrici alimentari come yogurt, prodotti lattiero-caseari, biscotti, marmellate.

health benefitAlimenti in cui sono presenti microrganismi probiotici e substrati prebiotici vengono comunemente indicati come simbiotici. Questa formulazione consente di aumentare la sopravvivenza dell’organismo probiotico, perché rende immediatamente disponibile il suo substrato per la fermentazione. La flora intestinale è responsabile di una grande varietà di reazioni metaboliche che direttamente, o indirettamente, possono influire sulla vita dell’ospite. I probiotici, se assunti nel contesto di una dieta equilibrata, sono in grado di modulare la risposta immunitaria in tutto il MALT (sistema immunitario associato alle mucose). L’integrazione probiotica rappresenta quindi una risorsa terapeutica di grande interesse: studi clinici hanno evidenziato che influenzano positivamente il decorso di patologie infiammatorie ed infettive dell’intestino (IBS, IBD), disfunzioni correlate al malfunzionamento della barriera intestinale, ripristino dell’assetto fisiologico della microflora intestinale dopo terapie antibiotiche, riduzione dei sintomi nell’intolleranza al lattosio, potenziamento del sistema immunitario. Alcuni ceppi sono in grado di modulare il rilascio di citochine proinfiammatorie e antinfiammatorie: in particolare è stata dimostrata una riduzione di IL-4 e la produzione di IL-10 e TGF-b, inducendo così un miglioramento della funzione intestinale. La quantità di probiotici necessaria per garantire un effetto benefico e la colonizzazione è di circa 10 alla 9 UFC/giorno (unità formanti colonie).

I risultati ottenuti dalla letteratura scientifica possono essere quindi un valido punto di partenza per lo sviluppo di nuove strategie di intervento “a base di probiotici”, nell’ottica di un miglioramento dello stato di salute nella società moderna.  In ogni modo le attuali conoscenze su dosaggi ottimali, durata dei trattamenti e sui meccanismi di azione è ancora incompleta in quanto i risultati sperimentali sono spesso inadeguati, a causa dei differenti protocolli utilizzati.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
  • Fuller R. (1989) “Probiotics in man and animals”, Journal of Applied Bacteriology
  • Mélanie
 G. et al (2010) “
Probiotics
 and 
the 
gut
 microbiota
 in
 intestinal
 health
 and
 disease”, Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology
  • FAO/WHO (2002) Guidelines for the Evaluation of Probiotics in Food
  • www.who.int/foodsafety/publications/fs_management/en/probiotics.pdf
  • www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf
  • www.synbiotec.com/uman_publi.php

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