Patologia

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e l’impatto dei fattori ambientali

posted by Luca Paolini luglio 29, 2013 0 comments

La Colite Ulcerosa ed il Morbo di Crohn sono malattie infiammatorie croniche dell’apparato gastrointestinale. La prima interessa il retto ed il colon ed è caratterizzata da fasi di attività alternate a fasi di remissione completa. Nel corso delle fasi di attività l’infiammazione interessa la mucosa, ossia la superficie più interna della parete intestinale, che diventa arrossata, fragile ed ulcerata.

Il Morbo di Crohn, invece, può colpire teoricamente tutto il canale alimentare. I tratti intestinali colpiti si presentano infiammati, ulcerati (con perdita di tessuto) con lesioni che interessano a tutto spessore la parete intestinale.

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È stato osservato che differenti fattori ambientali modulano l’insorgenza e il decorso clinico delle due patologie. Sembrerebbe che fumo e dieta siano i due fattori più determinanti.

Il fumo è in assoluto la condizione ambientale più influente, ma con effetti opposti sul Morbo di Crohn e la Colite Ulcerosa.

L’ incidenza del Morbo di Crohn tra i fumatori è alta e differenti studi dimostrano che i soggetti, che continuano a fumare anche dopo l’insorgenza della patologia,hanno un peggioramento dello stato clinico con maggiori probabilità di ricadute.

Non è ben conosciuto il meccanismo per cui il tabacco abbia questo effetto deleterio, sembrerebbe però che le glicoproteine del tabacco siano responsabili della risposta delle cellule Th1 ed inoltre aumenterebbero la produzione delle specie reattive dell’ossigeno, destabilizzando quindi la capacità antiossidante dell’organismo.

L’effetto del fumo non è sempre uguale per ogni individuo, esso può dipendere dal sesso e dalla localizzazione della malattia,per esempio le donne ne subiscono maggiormente la negatività.

Anche la quantità di sigarette fumate sono un fattore determinante per il tipo di effetto deleterio che manifestano. Il rischio di ricorrere alla chirurgia o di incorrere in uno stato infiammatorio persistente si verifica quando si superano le 10 sigarette al giorno.

Per la Colite Ulcerosa avviene il contrario, ci sono forti evidenze che suggeriscono come fattore protettivo il tabacco sulla suscettibilità di sviluppare la malattia.

Molti autori riportano un peggioramento dei risultati clinici tra i pazienti che smettono di fumare ed invece un miglioramento tra gli ex fumatori che riprendono a farlo.

Altro fondamentale fattore ambientale che influisce sull’insorgenza ed il decorso delle MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali) è la dieta. È stato osservato che un alto intake di grassi totali, acidi grassi omega-6 e carne sono associati ad un aumento del rischio di sviluppare la patologia infiammatoria, mentre un alto introito di frutta e vegetali sembrerebbe ridurre il rischio. Anche l’aumento del consumo di zuccheri raffinati può facilitare lo sviluppo del Morbo di Crohn e della Colite Ulcerosa.

I pazienti in uno stato inattivo della Colite Ulcerosa difficilmente notano un aumento della sintomatologia dopo cambiamenti dietetici, per questo la soluzione migliore è valutare soggettivamente quegli alimenti che sistematicamente comportano peggioramenti della sintomatologia. Due sono quelli che più comunemente vengono evidenziati:i latticini e le fibre alimentari.

Per le fibre alimentari deve essere fatta una distinzione tra fibre solubili ed insolubili. Le fibre solubili generano meno residui e la loro fermentazione da parte della microflora intestinale porta a prodotti come il butirrato, sostanza che inibisce la produzione di citochine pro-infiammatorie e l’attivazione del fattore di trascrizione NF-kB. Queste caratteristiche positive suggeriscono l’uso della fibra solubile nella Colite Ulcerosa in remissione.

Anche i grassi nella dieta non hanno tutti lo stesso effetto su queste patologie. Sembrerebbe che l’olio di oliva sia migliore rispetto agli oli di semi, mentre l’olio di pesce, omega-3, non apporterebbe alcun tipo di effetto a riguardo.

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Ci sono anche altri fattori ambientali capaci di influenzare le MICI, dall’allattamento che sembra avere un effetto protettivo sullo sviluppo della patologia, all’obesità che peggiora invece lo sviluppo clinico ed aumenta il rischio chirurgico. L’uso dei contraccettivi orali e quindi l’effetto degli estrogeni sono infine associatiad un aumento delle insorgenze sia della Colite Ulcerosa che del Morbo di Crohn.

Il rischio di sviluppare la Colite Ulcerosa è poi diminuito per chi ha subito un’appendicectomia, soprattutto se questa è avvenuta prima del decimo anno di vita.

Anche lo stress sembra avere un ruolo nella patogenesi delle MICI e nello scatenare una nuova riacutizzazione.

Riguardo invece all’uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei o all’uso di antibiotici a fini terapeutici, non sembrano esserci evidenze significative. I primi sembrano addirittura suggerire degli effetti deleteri sulla sintomatologia.

Date le evidenti incertezze sui fattori condizionanti queste patologie infiammatorie, molto la ricerca deve ancora indagare, anche e soprattutto per migliorare la modulazione dei nutrienti che possono apportare un grande aiuto nella gestione dell’infiammazione e nello scongiurare danni cellulari con conseguenze a livello di instabilità genomica.

Fonti:

  • Impact of environmental and dietary factors on the course of inflammatory bowel disease. Eduard Cabré, Eugeni Domènech. World J Gastroenterol 2012 August 7; 18(29): 3814-3822.
  •  Nutritional modulators of ulcerative colitis: Clinical efficacies and mechanistic view. Mi-Kyung Sung, Mi-Young Park. World J Gastroenterol 2013 February 21; 19(7): 994-1004
  • Relationship between nutritional habits adopted by ulcerative colitis relevant to cancer development patients at clinical remission stages and molecular-genetic parameters.  Maya Rosman-Urbach, Yaron Niv, Yehudith Birk, Sara Morgenstern and Betty Schwartz.  British Journal of Nutrition (2006), 95, 188–195.

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