Biochimica delle NutrizioneSport

Alterazioni ematologiche negli atleti

posted by Luca Paolini Giugno 2, 2013 0 comments

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FISIOPATOLOGIA DELL’ERITROPOIESI : I globuli rossi o eritrociti sono delle cellule del sangue adibite al trasporto di ossigeno ed anidride carbonica tra i polmoni ed i tessuti. Il processo che porta alla formazione dei globuli rossi è detto eritropoiesi ed avviene nelle cavità ossee occupate da midollo rosso emopoieticamente attivo. La sopravvivenza media dei globuli rossi maturi è di 100-120 giorni.

La concentrazione nel sangue di emoglobina, la proteina nei globuli rossi responsabile del trasporto dell’ossigeno, è il principale fattore che condiziona la pressione tissutale dell’ossigeno che a sua volta incide sull’omeostasi del sistema eritropoietico.

Nel caso in cui la pressione tissutale dell’ossigeno va incontro a variazioni, come nell’anemia, si mette in moto un meccanismo per il quale si verifica la produzione e la liberazione di eritropoietina (EPO), un ormone ad attività stimolante l’eritropoiesi.

In uno stato di ipossia tissutale (carenza di ossigeno) la concentrazione di EPO aumenta stimolando l’eritropoiesi e incrementando di conseguenza la massa eritrocitaria circolante.

PSEUDOANEMIA DA DILUIZIONE NEGLI ATLETI: Nella maggior parte dei casi, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, i parametri ematologici che indicano la funzionalità del sistema emopoietico non presentano significative differenze tra individui sportivi e non nelle stesse fasce di età.

Talvolta, gli atleti allenati degli sport di resistenza possono presentare una concentrazione di emoglobina lievemente ridotta rispetto alla popolazione generale, con valori medi di 13-14 g/dl negli uomini e intorno a 12 nelle donne. Questa variazione che appare essere la più comune tra gli atleti è in realtà una pseudo anemia da diluizione, non dovuta quindi ad una riduzione della massa eritrocitaria o emoglobinica, ne a carenze del sistema emopoietico e ne a perdite ematiche di vario tipo. Piuttosto, questa pseudoanemia rappresenta la conseguenza di un’espansione del volume plasmatico, portando poi ad un pari aumento dei globuli rossi con risultato di un aumento totale del volume ematico.

Una condizione similare si verifica anche dopo le competizioni di endurance, non può essere definita una condizione patologica e scompare dopo pochi giorni dalla sospensione degli allenamenti

La risposta fisiologica ad un esercizio di lunga durata appena descritta deve essere però differenziata da altre, meno frequenti, condizioni che possono ridurre la concentrazione emoglobinica e alterare il bilancio marziale negli atleti, queste come le microperdite ematiche croniche dipendenti sia dall’esercizio fisico ma anche da altre patologie.

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CARENZA DI FERRO: La normale fisiologia della riproduzione porta le donne ad uno stato sideropenico ormai definito come la più comune condizione morbosa della popolazione femminile, nel mondo occidentale almeno al 4% dei soggetti viene diagnosticata una vera anemia sideropenica con ridotta concentrazione emoglobinica.

Un buon equilibrio metabolico del ferro nell’organismo ha un ruolo determinante nella performance dell’atleta, una deplezione marziale associata ad anemia può compromettere, anche severamente, le funzioni fisiche e cognitive dell’organismo.

L’attività fisica intensa gioca un ruolo sfavorevole sul ferro ematico, può favorirne infatti un’aumentata perdita per sanguinamenti dell’apparato gastrointestinale. Essi, sono causati, in corso di esercizio intenso e potratto, dall’ipossia viscerale relativa con ischemia tissutale, messa in atto dalla stimolazione adrenergica per conservare il flusso ematico ottimale a livello dei muscoli. I sanguinamenti possono poi essere causati dall’aumentata secrezione acida dello stomaco in seguito allo stress e dall’uso – abuso di farmaci gastrolesivi come anti-infiammatori e anti-dolorifici. Perdite minori è possibile riscontrarle nelle urine per gli sportivi di endurance e tramite abbondanti sudorazioni.

L’incremento del consumo di ferro si verifica poi nei meccanismi di eritropoiesi, esaltati per compensazione dell’ipervolemia da esercizio fisico.

Anche nei processi infiammatori, con particolare influenza dell’esercizio sulla molecola regolatrice epcidina, si vedono delle carezze di ferro. L’epcidina è un peptide che degrada i canali di trasporto del ferro sulla membrana plasmatica, la sua produzione è stimolata dalle citochine pro-infiammatorie e dall’IL-6 che aumentano appunto dopo un’ intensa attività fisica e che tra l’altro hanno anche un effetto inibitorio sull’eritropoiesi.

EMOLISI DA ESERCIZIO : Sport ad alta intensità e che vedono ripetuti impatti su superfici dure ed irregolari come la corsa, vedono una moderata distruzione dei globuli rossi , soprattutto a livello del microcircolo del piede

PATOLOGIE EMATICHE CONGENITE: Altre forme morbose che interessano il sistema ematopoietico possono essere su base genetica, vere e proprie patologie come talassemie e anemie falciformi, forme che in base al livello di serietà possono più o meno condizionare la performance dell’atleta.

INCREMENTO DELL’ERITROPOIESI: L’ipossia, ricercata attraverso diverse modalità di allenamento in altura, ha un effetto stimolante sull’eritropoiesi.

Forme poi illegali, come la somministrazione di eritropoietina ricombinante umana (EPO), determina un aumento del volume eritrocitario totale, della conta dei globuli rossi e dei reticolociti, della concentrazione emoglobinica, del valore ematocrito e della capacità di trasporto di ossigeno nel sangue.

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Fonti:

Sintesi de “Alterazioni ematologiche negli atleti”. D’onofrio, Ongari, Lanza. Rivista “Biologi Italiani” aprile 2013.

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