Educazione Alimentare

IL PARADOSSO DELLO IONE CALCIO PER LA SALUTE

posted by Martina Crescenzi marzo 11, 2013 0 comments

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L’impatto dell’osteoporosi sui costi sociali si può maggiormente comprendere attraverso i numeri: 3,5 miliardi all’anno per spese ospedaliere a causa di 500.000 ricoveri per 1 cittadino europeo su 8, dopo i 50 anni, che  presenta una frattura ossea. L’osteoporosi è, quindi,  una delle malattie del nostro secolo che, dalle proiezioni  statistiche, prevede un raddoppio delle casistiche nei prossimi cinquanta anni. Ma qual è la causa? Il tanto elogiato bicchiere di latte per rafforzare le nostre ossa sta “perdendo i colpi”? Beh, le cose non sono poi così semplici. In realtà, nella nostra alimentazione, il calcio non manca ma, probabilmente, lo assumiamo da fonti sbagliate.
calcio okLo ione calcio, metallo alcalino-terroso di colore argenteo, è il quinto elemento della crosta terrestre. Nelle scienze della vita è definito sale minerale e, anche se richiesto in minime quantità, è indispensabile per le innumerevoli funzioni che svolge per il buon funzionamento del nostro organismo. Molti organi, infatti, lo richiedono. In primis il tessuto osseo, deposito per eccellenza di calcio (ne contiene il 99% insieme alla dentatura ovvero 1,2 chilogrammi); seguono poi processi biochimici come la contrazione muscolare, la coagulazione del sangue, la conduzione dell’impulso nervoso. Lo ione calcio attiva inoltre il trasporto di sostanze attraverso le membrane cellulari ed entra a far parte della composizione della preziosa vitamina D la quale, grazie all’esposizione solare, viene prodotta con  lo scopo di aiutare il calcio a fissarsi nelle ossa.

 

Quando parliamo di tutto ciò, però, dobbiamo sempre ricordare una proprietà essenziale delle sostanze che svolgono un’azione all’interno del nostro organismo: la biodisponibilità, cioè quella quantità che viene assorbita ed utilizzata e che quasi mai equivale alla quantità ingerita. Per il calcio è stato visto che non viene utilizzato se non “accompagnato” da trasportatori vitaminici specifici e “sostenuto” da cofattori. Ecco dunque che l’efficacia del calcio deve essere misurata in base alla sua origine biologica. Molte ricerche hanno infatti provato che il calcio proveniente da latte e derivati tende a disporsi principalmente sulla parte esterna dell’osso determinando la formazione di una struttura molto rigida che, è si più resistente alle fratture, ma per breve tempo, essendo l’elasticità, invece, una proprietà essenziale per la longevità dell’osso. Ne è un esempio l’anziano, che cade a seguito della rottura della testa del femore divenuto negli anni molto rigido.
A testimonianza di quanto detto, si può notare che nei Paesi in cui il consumo di latte e latticini è basso si ha una minor frequenza d’insorgenza dell’osteoporosi. A primo acchito potremmo dire che ciò è determinato da fattori genetici ma questa ipotesi decade nel momento in cui si nota che, quando queste persone si trasferiscono in Paesi dove l’uso di formaggi è quasi giornaliero, aumenta loro probabilità di incorrere in fratture ossee. Possiamo allora concludere che il calcio è senza dubbio essenziale per la nostra salute ma il paradosso della sua assunzione sta nel fatto che è benefico, se si va a depositare- nella giusta maniera -nel tessuto osseo, ma può divenire nocivo nella misura in cui porta alla formazione di calcoli, o se si va a depositare attorno alle arterie irrigidendole e causando arteriosclerosi.
vit kCome evitare che il calcio vada ad essere utilizzato nel posto e nella direzione sbagliata? La risposta potrebbe essere: Vitamina K. L’assunzione di una giusta quantità di calcio (che varia con le età e dunque le differenti condizioni fisiologiche) correlata ad un introito giornaliero di Vitamina K rappresenterebbe un fattore preventivo nei confronti dell’osteoporosi. La suddetta Vitamina la possiamo trovare negli ortaggi a foglia verde ed anche nelle erbe aromatiche nonché negli alimenti fermentati che, però, sono poco utilizzati nella nostra tradizione culinaria. Da non dimenticare inoltre fonti di calcio come la frutta secca, i cereali, i legumi ed il pesce azzurro.
E quando si parla di diverse quantità di calcio nelle varie fasi fisiologiche della vita, ci si riferisce in particolar modo a quelle età in cui l’uomo subisce dei cambiamenti. Per quanto riguarda il calcio, la vitamina D e, come abbiamo visto, la vitamina K, ne è essenziale  l’assunzione in età giovanile affinché si raggiunga il cosiddetto “picco di massa ossea” (che sembra terminare attorno ai 30 anni), nella terza età in cui vi è una diminuzione dell’assorbimento intestinale di calcio, accomunata ad una degenerazione di tutte le funzioni, ed in ultimo nelle varie fasi di cambiamento della donna: pubertà, gravidanza, allattamento e menopausa.
Iniziamo a prevenire nella maniera giusta l’osteoporosi, ne ricaveremo una qualità della vita realmente migliore. Nessuna pozione che ci dona l’elisir di lunga vita, soltanto consapevolezza, soltanto prevenzione.

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E SITOGRAFICI:

-“Acqua e calcio”, Caudarella e Zanasi, GM Servizi s.a.s.;
-www.lios.it;
-www.scienzaeconoscenza.it

 

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