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In Germania nasce il Food-Sharing

posted by Annalisa Taccari Febbraio 14, 2013 0 comments

L’iniziativa si chiama Food-Sharing ed è anche il nome del portale web in funzione dal 12 dicembre 2012: la prima piattaforma dove gli utenti sperimentano la condivisione dei prodotti alimentari, salvando dalla spazzatura tonnellate di alimenti ancora buoni da consumare. Dopo il car-sharing e il bike-sharing per i trasporti, il couch-surfing per prestare il divano agli ospiti e il pet-sharing  per affidare il proprio animale domestico, perché non seguire lo stesso principio con il cibo avanzato, per evitare gli sprechi alimentari?

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Nasce in Germania  nella città di Colonia dall’idea di Valentin Thurn (autore del documentario “Taste the waste”) e Stefan Kreutzberger (autore del libro “Gli annienta-cibo”); l’iniziativa coinvolge altre città tedesche come Amburgo, Berlino, Monaco, Osnabruck, Ludwigsburg e Weimar preannunciando il suo arrivo anche in Svizzera, Austria e in altri paesi europei. Sulla piattaforma si possono trovare quindi i prodotti più disparati: riso, pasta, marmellate, biscotti, cornflakes, omogeneizzati, formaggi, pesce, uova,  frutta e verdura (a km zero e rigorosamente di stagione).

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Per ogni prodotto è indicata la città di provenienza, la tipologia e la quantità del cibo, la data di scadenza e un termine entro il quale può essere ritirato da chi abbia interesse. Fino ad oggi in Germania sono stati distribuiti circa 1000 chili di cibo. Il portale chiede a tutti gli iscritti il rispetto della catena del freddo e precise norme igienico-sanitarie e di conservazione;  l’unica regola è “non dare agli altri quello che tu non mangeresti”.

 

Spreco alimentare, paradosso del nostro tempo: ogni anno 1/3 della produzione mondiale di cibo viene buttato. Secondo la Commissione Europea  lo spreco alimentare in Europa è di 90 milioni di tonnellate (pari a circa 179 kg di cibo per persona) e lo spreco domestico rappresenta uno degli ambiti che pesa maggiormente nella filiera agro-alimentare. In Italia questi temi sono affrontati da un team dell’Università di Bologna guidato da Andrea Segré, promotore della start up Last Minute Market che negli ultimi anni ha attivato numerose iniziative tra cui una campagna europea di sensibilizzazione sullo spreco (“Un anno contro lo spreco”).

SocialEatingUn accenno anche a una nuova tendenza nata negli ultimi mesi: il social eating (o food surfing).  Sono dei social network il cui obiettivo è facilitare l’organizzazione di eventi culinari, a cui tutti gli iscritti possono partecipare contribuendo alle spese per la preparazione del pasto. Gnammo, NewGusto, Peoplecooks, Weeats sono i nomi più noti e rappresentano un’alternativa alla ristorazione tradizionale ma anche un modo diverso per gustare i sapori locali. Il meccanismo di partecipazione è comune: al momento dell’ iscrizione si può scegliere se essere oste o ospite di un evento.

Quindi attraverso la CONDIVISIONE, in un momento di crisi economica, mangiare assume un significato etico e  per contrastare il consumismo cresce la necessità di educare al valore del cibo.

LINKS  :

  • http://foodsharing.de/
  • http://tastethewaste.com/
  • http://www.lastminutemarket.it/
  • http://www.unannocontrolospreco.org/
  • http://gnammo.com/

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