Educazione Alimentare

L’alimentazione complementare

posted by Luca Paolini gennaio 10, 2013 0 comments

Quando il latte materno non è più sufficiente per soddisfare le esigenze nutrizionali del bambino, gli alimenti complementari devono essere aggiunti alla dieta del piccolo. Il passaggio dall’esclusivo allattamento al seno ad altre tipologie di cibo, appunto alimentazione complementare, di solito copre il periodo che va dai 6 ai 18-24 mesi di età, ed è un periodo molto vulnerabile.

 

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Numerosi aspetti dell’alimentazione complementare, al di là della composizione della dieta, possono potenzialmente influenzare lo sviluppo prematuro dell’obesità, che come è accertato è segno premonitore dell’obesità in età adulta e del rischio di “malattie non trasmissibili o NCD“, come le malattie autoimmuni, le malattie cardiache, ictus, tumori, asma, diabete, malattie renali croniche, osteoporosi, morbo di Alzheimer, cataratta, ed altre ancora.

L’ottimizzazione dell’alimentazione complementare ha quindi importanti implicazioni nel drammatico aumento dei soggetti obesi e nello stesso tempo ha anche la potenzialità di gestire il rischio di sviluppo di malattie non provocate dall’obesità.

Analizzando i singoli macronutrienti e le loro implicazioni nella problematica osserviamo che riguado ai carboidrati è corretto, anche per iniziare una buona abitudine di vita, limitare i consumi di saccarosio ed avere un alto utilizzo di fibre.
Il saccarosio tende ad avere una correlazione con l’aumento della concentrazione sierica di trigliceridi e per i bambini che ne limitano il consumo sembra ne sia aumentata positivamente l’assunzione di vitamine, minerali, proteine e grassi di alta qualità.

Un elevato consumo di fibre tende a diminuire la concentrazione sierica totale di colesterolo ed ad aumentare l’introito di vitamine e minerali, fattori che sicuramente sono di prevenzione contro future problematiche cardiovascolari.

Sembrerebbe che l’alimentazione nei 6-24 mesi di vita sia corretta più questa si avvicini alla composizione del latte materno, quindi relativamente alta in grassi e bassa in proteine. Importante è la qualità dei grassi, con un alto rapporto grassi insaturi/saturi e soprattutto i polinsaturi della serie n-3 come il DHA.

Per le proteine ci sono diverse evidenze riguardo un loro elevato consumo e la correlazione con il rischio di sviluppare obesità, cosi come per l’aumento di rischio per le altre NCD.
Al contrario, per i bambini sottonutriti un elevato apporto proteico non è un problema a patto che le proteine siano di origine animale.

Riguardo l’assunzione di sodio, per una normale crescita le quantità devono essere minime e sono largamente coperte o dal latte materno o dagli alimenti complementari senza quindi aver bisogno di sale aggiunto.

 

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Queste indicazioni devono comunque essere approfondite, le indagini e le ricerche ampliate dato il tema per certi versi ancora poco conosciuto e le enormi ricadute sulla salute dei bambini e delle relative nuove generazioni adulte.
Necessaria è comunque una forte educazione alimentare da parte del personale professionista ai genitori che a loro volta devono educare i propri figli ad uno stile di vita sano e bilanciato.

 

 

Per approfondimenti:

– How could complementary feeding patterns affect the susceptibility to NCD later in life?
Adair LS. Department of Nutrition, Gillings School of Global Public Health, The University of North Carolina at Chapel Hill, CB# 7400, Chapel Hill, NC 27599-7400, USA.

– Is carbohydrate intake in the first years of life related to future risk of NCDs?
Niinikoski H, Ruottinen S. Turku University Hospital, Department of Pediatrics, Kiinamyllynkatu 4-8, 20520 Turku, Finland.

– Role of fats in the first two years of life as related to later development of NCDs.
Agostoni C, Caroli M.Institute of Pediatrics, Fondazione IRCCS Cà Granda – Ospedale Maggiore Policlinico, University of Milan, Via della Commenda, 9, I-20122 Milan, Italy.

– Amount and quality of dietary proteins during the first two years of life in relation to NCD risk in adulthood.
Michaelsen KF, Larnkjær A, Mølgaard C.Department of Human Nutrition, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark.

– Does salt intake in the first two years of life affect the development of cardiovascular disorders in adulthood?
Strazzullo P, Campanozzi A, Avallone S. Department of Clinical and Experimental Medicine, ESH Excellence Centre of Hypertension, Federico II University of Naples Medical School, Naples, Italy.

– Complementary feeding patterns in Europe with a special focus on Italy.
Caroli M, Mele RM, Tomaselli MA, Cammisa M, Longo F, Attolini E.Nutrition Unit, Department of Preventive Medicine, Azienda Sanitaria Locale Brindisi, Brindisi, Italy.

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