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DIABETE: misurare la glicemia senza aghi

posted by Annalisa Taccari ottobre 18, 2012 0 comments

Pungersi le dita e controllare i livelli di glucosio è un’azione che fa parte della vita di molti diabetici, soprattutto quando affetti da diabete di tipo 1 : si mette una piccola goccia di sangue su una striscia reattiva per verificare il livello del glucosio nel sangue, allo scopo di iniettare la corretta dose di insulina. Oltre a essere un’operazione spiacevole e spesso dolorosa, che deve essere compiuta più volte al giorno, le punture possono anche causare infiammazioni o cheratinizzazione della pelle.        E se fosse possibile un metodo che non implica il costante fastidio dell’uso di aghi?

Da un team di ricercatori tedeschi arriva oggi la soluzione: un minuscolo microprocessore che combina misurazione e analisi digitale. Il chip deve essere installato direttamente nel corpo dei pazienti, e può misurare i livelli di glucosio in modo continuo usando i fluidi corporei (come sudore o lacrime) al posto del sangue. Le informazioni raccolte dal microchip vengono poi trasmesse via radio a un dispositivo mobile che permette ai pazienti di tenere sempre sotto controllo i loro livelli di glucosio. Questo nanosensore (sviluppato dal Fraunhofer Institute for Microelectronic Circuits and Systems IMS, Monaco) consuma molta meno energia rispetto ai precedenti tentativi di sviluppare simili sistemi : ha le dimensioni di appena 0,5 x 2 mm e per funzionare ha bisogno di una corrente di appena 100 microampere a una tensione di 5V. Il fatto che oltre a mandare e ricevere informazioni via wireless esso possa anche essere ricaricato tramite onde radio, permette al dispositivo di durare settimane, o addirittura mesi, senza che il paziente debba cambiarlo. Il principio su cui si basa la misurazione è una reazione elettrochimica, attivata con l’aiuto di un enzima, la glucosio ossidasi, che converte il glucosio in perossido di idrogeno, la cui concentrazione può essere misurata mediante un potenziostato e da cui si ricava il livello di glucosio nell’organismo. Il tutto, avviene direttamente all’interno del chip. Tutto ciò prima necessitava di un circuito grande come un foglio di carta A4, oggi è contenuto in pochi millimetri

Non si tratta del primo tentativo di sviluppare questo tipo di tecnologia, ma gli esperimenti finora avevano portato alla creazione di dispositivi troppo grandi, imprecisi e che consumavano troppa energia.

Ad esempio nel maggio 2012 una società  lombarda ha brevettato Glycolaser, un nuovo glucometro grande poco piu’ di un cellulare, in grado di leggere il valore della glicemia semplicemente poggiando il dito su un sensore. Il dispositivo è stato presentato in anteprima mondiale in occasione del 24° Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia (Sid) a Torino. La validazione del Glycolaser è stata dimostrata attraverso una  sperimentazione condotta presso il Diabetes Research Center dell’Istituto San Raffaele di Milano che ha coinvolto 171 adulti, di cui 31 sani, 136 con diabete e 4 con sindrome ipoglicemica. A tutti e’ stata misurata la glicemia con Glycolaser  (a digiuno e dopo i pasti) confrontando i valori con quelli ottenuti con test standard ; in base ai dati raccolti questo glucometro risulta avere un’accuratezza nella rilevazione della glicemia di circa il 90%, poco meno del 95% richiesto dalle autorita’ regolatorie per la messa in commercio dell’apparecchio.

Infine una novità per quanto riguarda il mondo Apple: da novembre 2011 è disponibile sul mercato iBGStar, un glucometro prodotto dal gruppo farmaceutico Sanofi Aventis che si collega direttamente all’iPhone e all’iPod touch.

Questo dispositivo invia i valori misurati della glicemia all’applicazione iBGStar Diabetes Manager, permettendo di gestire il diabete con reports interattivi, grafici delle tendenze e analisi statistiche che possono essere poi condivise via email con il proprio medico.  Per determinare la glicemia iBGStar utilizza una tecnologia elettrochimica dinamica che sfrutta un segnale elettrico attraverso un campione di sangue; tale segnale viene poi ritrasmesso al glucometro sotto forma di segnale di uscita per essere elaborato in un valore numerico corrispondente alla glicemia.

Con questi nuovi dispositivi portatili si potrebbero fare molti più test per il controllo glicemico, senza costi aggiuntivi, a parte quello dell’acquisto dello strumento. Ciò che conta di più infatti è il vantaggio clinico: tutti gli studi indicano che un monitoraggio glicemico strutturato e regolare migliora il controllo della glicemia, anche nei diabetici di tipo due che non usano l’insulina.

Per approfondimenti:

  • http://www.fraunhofer.de/en/press/research-news/2012/september/measuring-glucose-without-needle-pricks.html
  • http://www.glycolaser.com/
  • http://www.bgstar.it/

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