Territorialità

La crisi a tavola

posted by Luca Paolini ottobre 11, 2012 0 comments

 

Un panorama non roseo è quello che descrive la Coldiretti riguardo i tagli ai consumi e il cambio di menù che gli italiani hanno già attuato a tavola. I dati, elaborati da Coop Italia sui primi 5 mesi del 2012, evidenziano una preoccupante flessione media dei consumi alimentari in quantità stimata pari all’1,5 per cento.
Nessun comparto alimentare si salva, si rinuncia alla carne (-6 per cento) per portare a tavola più pasta (+3 per cento),
diminuiscono gli acquisti di pesce (-3 per cento) e ortofrutta (-3 per cento), mentre salgono quelli di pane (+3 per cento) e leggermente di carne di pollo (+1 per cento).
A cambiare sono anche le tradizioni più irrinunciabili per gli italiani, molti dicono addio alla classica colazione al bar e scelgono di farla a casa aumentando gli acquisti di caffè macinato (+1 per cento), latte (+2 per cento), biscotti (+3 per cento), il miele cresce del 4 per cento e le fette biscottate addirittura del 5 per cento.
Ma non è soltanto la colazione, anche pranzi e cene a quanto pare si preferisce prepararle a casa, lo testimonia l’aumento di consumo dell’olio di oliva (+7 per cento), ma anche di vini tipici (+6 per cento).
Con la crisi torna quindi la “preparazione” casalinga, si registrano aumenti record sugli acquisti in quantità di farina (+8 per cento), uova (+6 per cento) e burro (+4 per cento). Preparare in casa il pane, la pasta, i dolci, le conserve, lo yogurt o le confetture, oltre ad essere divertente e salutare, aiuta a risparmiare garantendosi la qualità degli ingredienti utilizzati.
Vanno giù i vizi, -6 per cento per le caramelle e -3 per cento per i liquori.

 

Il 43 per cento degli italiani ha iniziato ad acquistare tagli alternativi di carne, meno conosciuti e più economici, non rinunciando comunque alla qualità ma anzi ritrovando il desiderio di fantasia nel creare e rielaborare nuove ricette in cucina.
Molti, il 30 per cento, risparmiano sull’imballaggio e acquista prodotti alimentari sfusi in misura superiore al passato.

 

Gli italiani però non si accontentano soltanto di prepararsi da mangiare a casa, si dedicano anche alla coltivazione, quasi una famiglia su tre dispone di un orto (30 per cento) e il 13 per cento coltiva ortaggi in terrazza, veranda o sul davanzale. In ogni caso, si preferisce acquistare a km 0, volano infatti gli acquisti diretti verso il produttore (+23 per cento) e gli acquisti nei mercati organizzati direttamente dagli agricoltori.

 

Necessariamente, si sta annullando o si sta riducendo lo spreco di cibo organizzando la spesa in maniera più attenta, si preferiscono alimenti freschi e di stagione e si riscopre il recupero e il riciclo degli alimenti.
La crisi economica sembra quindi imporre cambiamenti nelle tradizioni e nelle abitudini degli italiani, ma sembra anche agire in positivo portando all’abbandono di un modello alimentare fatto di eccessi e sprechi, la crisi può essere quindi un’opportunità per correggere tante distorsioni sugli stili di vità individuali e collettivi, può portare ad un rilancio di un’alimentazione socialmente ed ambientalmente più sostenibile.

 

 

Fonte : Elaborazione Coldiretti su dati Coop (primi 5 mesi 2012)

Articoli correlati

You may also like

Leave a Comment