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L’INGANNO AL NOSTRO OLFATTO: CIBARSI CON PRODOTTI DI SCARSA QUALITA’ SOLO PERCHE’ EMANANO UN BUON ODORE

posted by Martina Crescenzi ottobre 8, 2012 5 Comments

Cibarsi grazie all’aiuto dei sensi: un atteggiamento senza dubbio di qualità e primordiale. I Preistorici, non avendo a disposizione strumenti di conservazione come ad esempio il frigorifero,cercavano di comprendere la qualità di una carne attraverso l’olfatto,la vista,il sapore. Ma concentriamoci su di un unico senso, quello preso in minor considerazione ma il più importante:l’olfatto. Questo scatena risposte fisiologiche alla base della sopravvivenza come la salivazione (collegata alla digestione), la motilità gastro-intestinale,l’induzione di nausea e vomito, così come la determinazione di risposte comportamentali: i riti dell’accoppiamento e la riproduzione sono determinati dalla produzione e captazione di feromoni.

Benché si reputi l’olfatto umano capace di discriminare circa 10.000 odoranti differenti, spesso questo senso è considerato il meno sviluppato nella nostra specie. Effettivamente, molti animali riescono a superarci con le loro capacità olfattive grazie al possedimento di un numero maggiore di recettori e ad un più alto grado di estensione dell’epitelio olfattivo. C’è anche da dire che negli umani circa mille geni sono dedicati all’olfatto, ma il 60% di questi è inattivo. Nonostante ciò, uno studio del 1999 della Rockefeller University di New York, ha dimostrato che le persone possono ricordare il 35% di quanto annusano rispetto a solamente il 5% di ciò che vedono, il 2% di ciò che sentono e l’1% di quello che toccano. Inoltre, mentre la memoria visual perde il 50% della propria intensità dopo 3 mesi, i ricordi legati alla sfera olfattiva perdono solamente il 20% della propria intensità anche dopo un anno.

Ma l’odore non è solo una esperienza biologica , è anche un fenomeno psicologico,sociale e culturale. Gli odori sono spesso associati ad oggetti,eventi e persone. Essi suscitano ricordi di ogni tipo. L’esempio più famoso ci viene dal romanziere francese Marcel Proust nella sua opera “Alla ricerca del tempo perduto”, ove per esempio, il sapore e l’odore del biscotto “la Madeleine” evoca in lui ricordi lontani in modo del tutto involontario.

Circa la socialità degli odori invece, il potere dell’olfatto come influenza sociale era già riconosciuto dall’antichità. Possiamo ricordare la leggenda delle Lemnidi (ovvero donne abitanti di Lemno,un’isola greca) le quali,avendo disobbedito al culto della dea Afrodite,questa le punisce facendogli emanare un odore ripugnante che avrebbe allontanato i loro rispettivi mariti. I Romani usavano colombe profumate per aromatizzare l’aria durante i banchetti, strofinavano piante aromatiche sulle pareti e spargevano petali di fiori sui pavimenti. Essi usavano inoltre profumare le bandiere dell’esercito per infondere coraggio nei cuori dei soldati. I Greci adoperavano del vasellame di ceramica e di terracotta per conservare le essenze profumate, che venivano utilizzate per ungere i leggendari atleti dell’epoca.

Le simpatie/antipatie per certi odori inoltre, dipendono da quello che rappresentano nel contesto culturale. Ad esempio, il profumo di alcuni fiori può evocare associazioni a riti funebri in una cultura e a feste felici in un’altra.

Tutto questo perchè? La risposta è da ricercare nel fatto che gli odori riescono ad indurre risposte emozionali forti grazie alla anatomica connessione tra il sistema olfattivo ed il sistema limbico, il quale è coinvolto nel processo affettivo.

Da qui la grande evoluzione del marketing olfattivo che non conosce crisi. Le aziende stanno investendo moltissimo sulla creazione di marchi profumati, la Disney diffonde aroma di pop corn nei propri parchi tematici per stimolare l’appetito dei visitatori ecc… Tim Jacob, esperto di psicologia dell’olfatto all’università di Cardiff in Gran Bretagna, afferma che la fraganza del pane appena sfornato è un buon espediente per trattenere i clienti più a lungo all’interno di un negozio.

Il giapponese Yasuyuki Yanagi dell’Advanced Telecommunications Research Institute di Kyoto, ha creato un “cannone” in grado di sparare essenze, aromi e profumi direttamente sui visi dei clienti.

Gli odori quindi modificano il nostro stato d’animo e se nella lista della spesa le patatine ed i cookies non erano presenti, magicamente i supermercati li inseriranno nella nostra busta. Si può parlare quindi di “odori subliminali”? Certo! La neuro-economia ci sta facendo dei bei scherzetti.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E SITOGRAFICI:

– Impact of ambient odors on mall shoppers’ emotions, cognition and spending.A test of competitive causal theories.-Jean-Charles Chebat, Richard Michon-

– Mall atmospherics: the interaction effects of the mall environment on shopping behavior.-Richard Michona, Jean-Charles Chebatb, L.W. Turley-

– Subliminal Smells Can Guide Social Preferences.-Wen Li, Isabel Moallem, Ken A. Paller, and Jay A. Gottfried-

www.focus.it
www.igpdecaux.it

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5 Comments

Io dicembre 16, 2012 at 4:35 pm

Articolo davvero interessante le faccio i miei comimenti! Di certo la neuro-economia e le varie tecniche di marketing spinto creano nn pochi problemi per quanto riguarda il cibo nel suo aspetto di regolare e sano sostentamento del nostro corpo. Secondo il mio modesto parere , si dovrebbe contrastare questa cosa fin dal princio, ossia preparare le menti, semplicemente far CONOSCERE. Perche come ben sappiamo marketing, publicita e quant altro giocano un po con l “ignoranza”. Il fatto di non conoscere ( giustamente, non si è certo tuttologi anche se questo mondo pretende sia cosi) determinati aspetti del nostro quotidiano vivere ci fanno essere vulnerabili e quidi pronti ad assorbire qualsiasi “immondizia” ci venga proposta. Credo sia doveroso insegnare l arte del mangiare sano sin dalle scuole primarie, come vera e propria materia, e dare buon esempio amche nelle mense. Ho partecipato una volta ad una riunione sull alimentazione e selezione del cibo nelle mense di una scuola ed è stato abbastanza inquetante, l interesse era, come al solito incentrato sulla parte economica lasciando da parte la qualità! Costasare in maniera decisa ed intelilgente quella neuro-economia di cui parla minandola sul suo punto di forza!
Non sono propriamente d accordo invece sulla fase di accoppiameto, non lo vedrei solo come una mera definizione scentifica scegliere qualcuno non è solo un fatto di “odori” ma non è ne il post nel il sito adatto e mi scuso!

Poi le volevo chiedere Dottoressa Crescenzi, è giusto vedere il cibo solo come modo di sostenamento del nostro corpo?

La ringrazio anticipatamente

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Martina Crescenzi dicembre 18, 2012 at 2:25 pm

La ringrazio moltissimo per il suo interesse.
Condivido a pieno quanto da Lei esplicitato anzi, credo proprio che il lavoro del biologo nutrizionista debba principalmente essere quello di educare a tutti gli aspetti concernenti l’ alimentazione. Quest’ ultima, prima di essere scienza, è identità, cultura, socialità, storia. Nutrirsi è sinonimo di sopravvivenza fisica ma anche di sopravvivenza mentale e dell’ animo; il mangiare è convivialità, piacere nel condividere, con i nostri familiari ed amici, pensieri attorno ad una tavola. La psicologia della persona, inoltre, è fondamentale nell’ approccio al cibo e più che mai, codesta situazione, è ben visibile nei disturbi dell’ alimentazione. Star bene significa conoscere ed essere consapevoli di quello che si è e di quanto e cosa si sceglie. La consapevolezza penso sia la chiave di lettura migliore per assumere un comportamento di relazione con il cibo e questa percezione è già presente dalla nascita; da qui, l’importanza dell’ educazione alla cultura alimentare sin da piccoli (tema su cui personalmente credo molto).
In ultimo, per quanto riguarda la sua annotazione sui ferormoni: certamente, la loro azione rappresenta una piccolissima percentuale nel “rito di accoppiamento” per noi esseri umani dotati di raziocinio (per gli animali, invece, tutto si svolge grazie a queste sostanze odorose), ma è comunque scientificamente esistente.

Cordiali Saluti

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Io dicembre 18, 2012 at 8:16 pm

Risposta piu che esaustiva! La ringrazio, mi scuso se sono stato invadente! Complimenti per il vostro lavoro, per il vostro blog, e complimenti a Lei, è davvero una persona ingamba, le auguro il meglio per il suo lavoro e colgo l occasione per fare gli auguri piu sentiti di natale e un felicissimo anno nuovo!

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Martina Crescenzi dicembre 18, 2012 at 8:34 pm

Grazie per le sue gentilissime parole. Ricambio cordialmente gli auguri.
Saluti

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Luca Paolini dicembre 22, 2012 at 11:21 am

La ringrazio per il suo interesse ed auguri di buone feste anche da parte mia.
Continui a seguirci!!!

Buona giornata

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