Educazione Alimentare

LA CRONOBIOLOGIA DELL’ALIMENTAZIONE

posted by Martina Crescenzi Settembre 6, 2012 0 comments

Nel Neolitico (da 10.000 a 3.000 anni fa), nella zona della Mezzaluna Fertile nacque l’agricoltura,quel processo il quale permette di produrre alimenti in funzione delle stagioni dell’anno. Tutto questo in quanto, 24.000 anni fa circa, l’uomo iniziò a disegnare una tacca sul terreno tramite l’uso di un bastone (tag=giorno, in sanscrito). Dopo 28 segni notò che la luna era ancora lì: e fù così che il bastone diventò la misura del tempo (mes=mese, in sanscrito è misura).

Dopo ciò,l’Homo Sapiens si trasforma in “Homo Agriculus- Chronobiologicus”, in quanto capace di concepire il concetto del “tempo periodico”, ovvero del fenomeno ciclico. Gli ominidi ora riescono a programmare la quantità e la qualità della loro produzione agricola e dunque la loro dieta.

Ma c’è di più,la cronobiologia dell’alimentazione non si ferma soltanto alla disponibilità stagionale dei cibi, ma si mette in relazione con la ritmicità biologica: il ritmo circadiano (ciclo sonno-veglia giornaliero). Il tempo, non solo orologio della produzione alimentare (e dunque della natura), ma anche e soprattutto orologio dell’atto alimentare.

Dalle varie ricerche in neurofisiologia, ogni individuo possiede un orologio biologico alimentare endogeno o meglio, un pacemaker circadiano situato nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, al di sopra del chiasma ottico. L’attività dei neuroni del nucleo soprachiasmatico ha un’oscillazione ritmica governata da sofisticati meccanismi molecolari che coinvolgono ‘geni orologio’ (clock genes), i quali, si accendono e si spengono nell’arco delle ventiquattro ore. Dunque,il pacemaker sincronizza in questo modo gli eventi endogeni con quelli esogeni tutto per un unico scopo finale:l’omeostasi.

“L’agente sincronizzante” del nostro orologio biologico è rappresentato dalla luce. Ovvero, gli stimoli luminosi arrivano al nucleo soprachiasmatico tramite il pathway retino-ipotalamico,il quale consiste di cellule gangliari retiniche contenenti la melanopsina (un pigmento fotosensibile) e lo attivano.

La distruzione sperimentale dei neuroni del nucleo soprachiasmatico hanno rivelato la scomparsa del ritmo circadiano dell’introito di cibo ma, non ha determinato nessuna modifica nel comportamento alimentare in senso iper- o ipofagico. Infatti, l’introito alimentare è fisiologicamente suscitato dalla sensazione di fame, che è una percezione propriocettiva subconscia.

D’ altraparte, gli ormoni responsabili del controllo della sensazione fisiologica di fame (oressigenici e anoressigenici), sono anch’essi soggetti ad oscillazioni quantitative giorno-notte.

Il ritmo ripetitivo è presente anche nella frequenza,grandezza,velocità di assunzione e numerosità dei pasti nelle diverse ore del giorno, così come anche nell’appetibilità per differenti qualità di cibo (glucidi,lipidi e protidi).

Perchè in fondo,come dice Ivano Fossati in una delle sue splendide canzoni: C’è un tempo…

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

-P.Binetti,M.Marcelli,R.Biasi “Nutrizione Individuo popolazione-Manuale Tecnico- Scientifico”,Società Editrice Universo

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