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E102 – TARTRAZINA

posted by Luca Paolini settembre 2, 2012 0 comments

La Tartrazina  è un colorante artificiale azoico giallo che viene usato nel fare pigmenti organici e coloranti negli alimenti e nei farmaci.

L’aggiunta della tartrazina è riscontrabile nelle bevande gassate, nelle minestre confezionate, nelle marmellate, nelle gelatine, nelle caramelle alla frutta, nei gelati, nei chewing gum e in molti altri alimenti.

La tartrazina è un colorante autorizzato come additivo alimentare nell’UE e già valutato dal comitato misto FAO/OMS di esperti per gli additivi alimentari (JECFA) nel 1966 e dal comitato scientifico dell’alimentazione umana (SCF) nel 1975 e nel 1984. Entrambi i comitati hanno stabilito una dose giornaliera accettabile (DGA) pari a 7,5 mg/kg peso corporeo/giorno.

Dati i molti anni passati da queste ultime autorizzazioni, i nuovi dati scientifici emersi e i nuovi timori sollevati sulla sua sicurezza d’uso, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) tramite il gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari e sulle fonti di nutrienti aggiunte agli alimenti (ANS) ha rivalutato la sicurezza della tartrazina come colorante alimentare.

Tra le conclusioni del gruppo di scienziati dell’ANS sono da sottolineare alcuni importanti concetti:

 

–       Non sono riscontrabili effetti nocivi della tartrazina sullo sviluppo neurocomportamentale.

 

–       L’iperattività ed i disturbi dell’attenzione per i bambini nei primi 10 anni di vita non sono attribuibili a singoli composti a causa degli studi eseguiti esclusivamente su miscele di coloranti e conservanti alimentari. Da aggiungere che nel contesto del peso globale dell’evidenza e in considerazione delle notevoli incertezze, come la mancanza di consistenza, la relativa debolezza dell’effetto e l’assenza di informazioni in merito al significato clinico dei cambiamenti comportamentali osservati, i risultati degli studi non possono essere usati come base per modificare la dose giornaliera accettabile (DGA) dei rispettivi coloranti alimentari.

 

–       La tartrazina non ha alcun potenziale per indurre neoplasie benigne né maligne.

 

–       Nell’uomo sono state documentate reazioni avverse quali orticaria e vasculite in seguito all’assunzione di tartrazina in diversi studi. I dati degli studi condotti sugli animali e sull’uomo non hanno dimostrato in modo convincente che la tartrazina possa indurre una risposta immuno-mediata (ipersensibilità), e le reazioni avverse documentate nell’uomo in seguito all’esposizione alla tartrazina sembrano essere reazioni d’intolleranza. Tuttavia, la sensibilità agli additivi alimentari nei pazienti con orticaria cronica/angioedema o asma non è comune, le reazioni di intolleranza colpiscono quindi soltanto una piccola parte della popolazione e i soggetti sensibili potrebbero reagire a livelli di dosaggio che rientrano nella dose giornaliera accettabile.

 

Il gruppo di esperti scientifici conclude che l’attuale base di dati non dà motivo di rivedere la dose giornaliera accettabile di 7,5 mg/kg peso corporeo/giorno stabilita dall’SCF, aggiungendo che  i livelli documentati massimi d’uso della tartrazina, calcolati con stime affinate di assunzione, sono inferiori a tale soglia.

La presenza della tartrazina è indicata nelle etichette alimentari con la sigla E102 e con la scritta «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini»,  ne è proibito il suo utilizzo  in Austria, Svizzera e Norvegia.

 

 

 

Fonte:

EFSA – European Food Safety Authority

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