Etichette alimentari

E120 – Rosso Cocciniglia

posted by Annalisa Taccari Luglio 17, 2012 1 Comment

 

Insetti tritati in bibite e rossetti?  Il colorante rosso cocciniglia, indicato nelle etichette con il numero E120, è di origine naturale : viene infatti ottenuto dal corpo essiccato di alcuni insetti della specie Dactylopius coccus  che si nutrono della linfa delle piante grasse ( in particolare cactus e fichi d’india) e secernono un liquido colorato per proteggersi dai predatori.

Questa sostanza dal colore rosso (detto anche carminio)  è presente soltanto nelle femmine e raggiunge la massima concentrazione in quelle gravide. Gli insetti vengono allevati naturalmente e le femmine vengono staccate e raccolte dai cactus con delle lamine metalliche. L’estrazione avviene dalle uova essiccate oppure,  se si vuole ottenere  una tinta più intensa e brillante, facendo essiccare direttamente l’insetto. Successivamente vengono pulite, ridotte in polvere e trattate con ammoniaca o con una soluzione di carbonato di sodio per estrarre l’acido carminico, che è la molecola colorata.  All’occorrenza viene aggiunta della calce per ottenere sfumature di color porpora.

Per produrre un chilogrammo di colorante occorrono circa 100.000 insetti! A causa del costo elevato, ultimamente viene spesso sostituito da coloranti di sintesi, prodotti in laboratorio. A livello mondiale il Perù è il produttore dell’85% della cocciniglia, seguito da Canarie (Lanzarote), Spagna meridionale e dall’Algeria.

L’uso delle cocciniglie era molto diffuso in Perù fin dall’antichità : qui infatti troviamo le prime evidenze della conoscenza di questo colorante da parte delle popolazioni indigene (700 a.C).  Saranno poi le civiltà precolombiane del Messico a portare la preparazione e l’utilizzo del rosso cocciniglia ai massimi livelli . Nel 1519, con la conquista del Messico da parte degli Spagnoli guidati da Cortès,  comincia ad essere importato anche in Europa e ad essere venduto a caro prezzo.

La cocciniglia veniva utilizzata nella tintura tessile (tra gli esempi più celebri ci sono le uniformi delle Guardie di Buckingham Palace e le famose Giubbe Rosse della Royal Mounted Police del Canada), in campo artistico (a partire dall’arte Azteca e Incas fino ad arrivare al Tintoretto) e in diversi manoscritti.

Ad oggi l’impiego in campo tessile è molto limitato, a causa della fugacità del colore. Viene  invece utilizzata nell’industria cosmetica (in fard, rossetti e ombretti) ma soprattutto nell’industria alimentare : si possono trovare in alcune caramelle, negli yogurt (Fruttolo), nelle bibite rosse (fino al 2006 anche nel Campari), nell’alchermes (al-qirmiz in arabo significa proprio cocciniglia!), nei gelati e in altri cibi come gamberetti, hamburger (Fileni) e insaccati.

La Food and Drug Administration punta la propria attenzione sul rosso cocciniglia e al suo potenziale allergenico. Infatti sono stati descritti casi di allergie, probabilmente causate dalle proteine degli insetti che , durante l’estrazione, possono passare in percentuali dello 0,5%. Allo scopo di ridurre le allergie, è stato proposto un metodo tramite idrolisi enzimatica che porta alla rimozione delle proteine con PM maggiore di 6000. In letteratura sono  descritti anche casi di asma in operai addetti alla produzione del colorante.

La FDA si è pronunciata sulla necessità di segnalare nell’etichetta questo additivo e la sua origine in tutte le etichette degli alimenti e i cosmetici per assicurarne un uso sicuro. Negli Stati Uniti, alcune associazioni di consumatori hanno chiesto all’FDA che l’acido carminico e composti simili vengano espressamente dichiarati in etichetta e ne venga indicata l’origine animale, a tutela dei consumatori vegetariani stretti.

Occhio quindi alle etichette:  leggetele sempre e imparate ad essere dei consumatori consapevoli!

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

“Il colore rosso- storia della cocciniglia” di Michael O’Connor

“Occupational asthma and immunologic responses induced by inhaled carmine among employees at a factory making natural dyes”.  Journal of Allergy and Clinical  Immunology (1994)

“Anaphylactic reactions to ingested carmine (E120)”. Allergy (1997)

http://www.foodnavigator-usa.com/Product-Categories/Flavors-and-colors/New-labeling-rules-for-cochineal-bug-coloring

 

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1 Comment

La cosmetica pro e contro gli animali | Il Bio che voglio io Novembre 13, 2018 at 2:17 pm

[…] o carmine: usato in campo alimentare (in yogurt, caramelle gommose, bevande come colorante E120) ed in campo cosmetico si trova in tantissimi prodotti per il make-up (rossetto, fard, ecc.) […]

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